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Accordo di Associazione: conclusi gli incontri delle commissioni esteri di San Marino e Andorra

“Abbiamo avuto giornate molto intense – afferma Michele Muratori, presidente Commissione Consiliare Affari Esteri – centrale il tema dell'Accordo di Associazione con focus sul ruolo dei piccoli stati nel contesto internazionale e sulla loro sovranità”.

di Giacomo Barducci
6 feb 2026
Immagini RTVANel servizio le interviste a Michele Muratori (Presidente Commissione Consiliare Affari Esteri) e Gerardo Giovagnoli (Commissione Consiliare Affari Esteri). Immagini RTVA
Nel servizio le interviste a Michele Muratori (Presidente Commissione Consiliare Affari Esteri) e Gerardo Giovagnoli (Commissione Consiliare Affari Esteri). Immagini RTVA

Un importante confronto sul futuro dei piccoli stati, ma soprattutto sull'Accordo di Associazione. Ad Andorra si è concluso l'incontro tra la delegazione sammarinese della Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, guidata dal presidente Michele Muratori, e gli omologhi andorrani. “Abbiamo avuto giornate molto intense – afferma Muratori – centrale il tema dell'Accordo di Associazione con focus sul ruolo dei piccoli stati nel contesto internazionale e sulla loro sovranità”.

"È chiaro che il compito della politica - aggiunge Muratori - è quello di andare a tranquillizzare tutta la cittadinanza, che non ci sarà immigrazione non controllata o problemi per la Repubblica di San Marino e Andorra. Stiamo cercando di fare comunicazione e andare a cercare di far capire a tutta la cittadinanza che in realtà l'accordo di associazione presenta tantissimi vantaggi e pochissimi, se non quasi nulli, svantaggi".

Si è parlato anche di collaborazioni tra l'Università di San Marino e quella di Andorra. Non sono mancati temi economici con attenzione particolare sui vantaggi che possono arrivare dall'Accordo: “Questo passo – spiega Muratori – offrirà un importante impulso soprattutto sull'export".

"Quale sarebbe l'alternativa all'Accordo? Rimanere come adesso? Io parlo del caso di San Marino. Noi abbiamo compiuto un errore grandissimo nel 2005 - afferma Gerardo Giovagnoli, Commissione Consiliare Affari Esteri - quando abbiamo rifiutato un accordo con l'Italia di trasformazione del nostro sistema sul lato della trasparenza, soprattutto bancaria e finanziaria. Siccome pensavamo che fosse più conveniente fare come volevamo noi e rimanere nella opacità, segreto bancario, anonimato societario, abbiamo detto no all'Italia. L'Italia ha registrato e poi ci ha messo in blacklist e poi abbiamo impiegato dieci anni per normalizzare i rapporti con il nostro più grande vicino. Come se voi aveste avuto un problema con la Spagna o con la Francia. Non ci possiamo più permettere, abbiamo pensato a San Marino, di fare un negoziato, arrivare alla fine e poi dire di no. Sarebbe drammatico dal punto di vista diplomatico, economico e politico in generale".

Nel servizio le interviste a Michele Muratori (Presidente Commissione Consiliare Affari Esteri) e Gerardo Giovagnoli (Commissione Consiliare Affari Esteri)





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