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Accordo di Associazione, La Veu Lliure: via libera Ue definitivo entro giovedì

Secondo il quotidiano andorrano, dopo lo sblocco della riserva bulgara, l'approvazione formale dell'accordo è vicina. Oggi si riunisce il Coreper

di Monica Fabbri
15 lug 2026
Accordo di Associazione, La Veu Lliure: via libera Ue definitivo entro giovedì

L'accordo di associazione tra San Marino, Andorra e Unione Europea sarebbe ormai a un passo dall'approvazione definitiva. Secondo il quotidiano andorrano La Veu Lliure, che cita fonti del Consiglio dell'Unione europea, il via libera formale potrebbe arrivare entro giovedì, chiudendo settimane di stallo istituzionale.

Il dossier, infatti, era rimasto bloccato a causa della riserva della Bulgaria, che aveva impedito il completamento dell'iter nonostante i negoziati fossero conclusi da mesi. Sofia non ha mai chiarito ufficialmente le ragioni dell'opposizione, ma il blocco è stato più volte collegato alla vicenda del congelamento, disposto dalle autorità sammarinesi, dei fondi dell'imprenditore bulgaro Assen Christov nell'ambito dell'operazione Banca di San Marino. Collegamento mai confermato ufficialmente.

Ora, però, la situazione sembra essersi sbloccata. Il fascicolo sarà infatti esaminato oggi dal COREPER, il Comitato dei rappresentanti permanenti dell'Ue, come punto senza discussione. Una procedura che, nelle prassi europee, indica che gli Stati membri hanno già raggiunto un'intesa politica e che non sono attese obiezioni.

Dopo il passaggio al COREPER, il Consiglio dell'Unione europea dovrebbe procedere all'adozione formale attraverso una procedura scritta, consentendo così la definitiva approvazione dell'accordo già nella giornata di domani, salvo imprevisti.

Nei giorni scorsi il primo ministro di Andorra, Xavier Espot, aveva espresso fiducia in una rapida soluzione dello stallo, spiegando anche di aver rinviato una prevista missione a Bruxelles. Lo stesso Espot ha inoltre riferito che è stata sbloccata una parte significativa dei fondi oggetto della controversia con la Bulgaria, un segnale che, a suo giudizio, conferma il superamento delle tensioni bilaterali che avrebbero rallentato il percorso dell'accordo.





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