Dietro le mura del Rifugio APAS, il 2025 è stato un anno di porte che si aprono senza sosta. Trecentosessantadue animali accolti, quasi uno al giorno, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente. A pesare maggiormente è l’emergenza felina: 303 gatti, il numero più alto mai registrato dall’Associazione in quarant'anni di attività. Una crescita che avviene nonostante il lavoro costante sulle campagne di sterilizzazione e il controllo delle colonie feline, e che segnala come il problema sia tutt’altro che risolto.
Un bilancio in chiaro scuro, capace però di raccontare anche storie di grande solidarietà e sensibilità: nel corso del 2025 si sono infatti concluse positivamente 258 adozioni feline e 25 canine.
Entrando nello specifico, tra i gatti adottati dai sammarinesi 222 sono cuccioli e 36 adulti, mentre i decessi in gattile sono stati 30. Al 31 dicembre i gatti presenti in rifugio sono un totale di 84, cinque in più rispetto all’anno precedente. Un recente censimento delle colonie feline fotografa la situazione sul territorio: 88 colonie attive, concentrate soprattutto nei Castelli più popolosi - Serravalle, Città di San Marino e Borgo Maggiore - per un totale di circa 500 gatti, quasi tutti sterilizzati grazie a un lavoro continuo svolto in larga parte dalla Dott.ssa Lucia Zanotti del Servizio Veterinario di Stato.
Eppure il flusso di nuovi ingressi continua ad aumentare. Tra le principali cause individuate: la mancanza, nei territori limitrofi, di strutture dedicate ai gatti, che favorisce l’arrivo di cucciolate “di confine”, ma anche il cambiamento climatico, che nel 2025 ha prolungato la stagione riproduttiva fino all’autunno inoltrato, con sei cucciolate nate direttamente al gattile e la persistente mancata sterilizzazione dei gatti di proprietà, spesso per motivazioni economiche o convinzioni prive di fondamento scientifico.
Parlando di cani, il fenomeno dell'abbandono può essere considerato sotto controllo: gli ingressi nel 2025 sono stati 59. Il randagismo da abbandono può oggi essere considerato residuale, grazie a una maggiore consapevolezza dei cittadini e alla diffusione delle sterilizzazioni. Tuttavia, resta un nodo critico: la rinuncia di proprietà. Negli ultimi 7 anni la media è di 21 rinunce all’anno. Un numero che pesa soprattutto perché riguarda in larga parte cani di razze impegnative - Rottweiler, Pitbull, Pastore Tedesco, Dobermann - spesso con problematiche comportamentali e, in alcuni casi, precedenti di morsicatura. Nel 2025 le uscite complessive dal canile sono state 55: oltre alle 25 adozioni già citate, sono state 30 le restituzioni ai proprietari. A fine anno i cani presenti in struttura erano 16, in lieve diminuzione rispetto al 2024.
Al termine del 2025 il rifugio APAS ospitava quindi 100 animali, 11 in più rispetto all’anno precedente. Un dato che, letto nel suo insieme, racconta di un sistema che funziona — grazie all’impegno di volontari, veterinari e istituzioni — ma che è messo sempre più sotto pressione.