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Clima, il 2025 il terzo anno più caldo mai registrato: i dati di Copernicus

La compagnia assicurativa Munich Re stima in 224 miliardi di dollari i danni causati da eventi climatici estremi nel 2025, con oltre 17.000 vittime nel mondo.

14 gen 2026
Clima, il 2025 il terzo anno più caldo mai registrato: i dati di Copernicus

Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato e segna un’ulteriore, preoccupante conferma della crisi climatica in corso. A sancirlo sono i dati del programma europeo Copernicus, diffusi nei primi giorni del 2026, che mostrano come la temperatura media globale abbia ormai raggiunto il +1,5°C rispetto all’era preindustriale, soglia da sempre indicata dagli scienziati come limite oltre il quale gli impatti sugli ecosistemi e sulle società umane diverranno sempre più gravi e difficilmente reversibili.

Il report mette in evidenza come gli ultimi undici anni siano stati i più caldi mai osservati, una sequenza senza precedenti nella storia delle rilevazioni moderne. Alla base di questo riscaldamento vi è l’aumento costante dei gas serra in atmosfera: la concentrazione di CO₂ ha superato le 425 parti per milione, contro le 280 ppm dell’epoca preindustriale. Nel dicembre 2025 si è arrivati addirittura a 427,49 ppm.  Sempre scorrendo i dati del report oceani e mari hanno assorbito una quantità record di calore, aggravando fenomeni come l’innalzamento del livello del mare, l’intensificazione delle tempeste e la distruzione delle barriere coralline. Gli incendi boschivi, secondo il World Resources Institute, sono raddoppiati rispetto a vent’anni fa: solo nel 2024 hanno distrutto oltre 134.000 km² di foreste, un’area più grande dell’Inghilterra. Ogni giorno bruciava una superficie superiore a quella dell’isola di Malta.

Anche il costo economico della crisi climatica cresce vertiginosamente. La compagnia assicurativa Munich Re stima in 224 miliardi di dollari i danni causati da eventi climatici estremi nel 2025, con oltre 17.000 vittime nel mondo. Il 92% delle perdite economiche e il 97% di quelle assicurate sono dovute a disastri meteorologici.

Il report evidenzia anche alcuni segnali di speranza. Per la prima volta dagli anni Settanta, la produzione di energia da carbone è diminuita contemporaneamente in Cina e in India, i due maggiori consumatori mondiali di questo combustibile. Secondo il Centre for Research on Energy and Clean Air, nel 2025 il carbone è calato dell’1,6% in Cina e del 3% in India, segnale che la transizione energetica, spinta anche da ragioni economiche, sta iniziando a produrre effetti concreti. 





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