Quali scenari immediati si aprono nel rapporto tra intelligenza artificiale e formazione? Ne abbiamo discusso con Marco Amicucci, AD di Skilla, che sottolinea come la sfida non sia solo “educare con l’IA”, ma anche “educare all’IA”:
"C'è un tema sia di educazione con l'intelligenza artificiale, sia di educazione all'intelligenza artificiale". Alcune ricerche oggi mostrano che la maggior parte di chi si occupa di educazione già utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, ma oggi c'è la possibilità di creare degli ambienti simulati in cui poter provare e raffinare anche il modo con cui - ad esempio - si comunica a contatto o per chi si lavora al pubblico con cui gestire un cliente arrabbiato.
Quelle ricerche parlano quasi la metà delle competenze richieste dal lavoro, però è corretto osservare che non tutte le scuole e le università, ma nemmeno le aziende, stanno facendo davvero di tutto per preparare le persone a questo cambiamento. Occorre anche sviluppare ad esempio il pensiero critico, un uso consapevole dell'intelligenza artificiale. In Italia è previsto il coordinamento di uno sforzo educativo tramite un piano strategico nazionale per rispondere alla sfida dell'intelligenza artificiale. E quindi questa è una sfida educativa che riguarda tutti".