Un modello di sanità più vicino ai cittadini e ai loro bisogni: San Marino è orientato in questa direzione per una vera e propria rivoluzione dei sistemi di cura. E lo fa prendendo spunto dal modello italiano, che si muove sulla direttrice del decreto ministeriale 77 del 2022, con l'obiettivo di avvicinare i professionisti della salute ai pazienti.
Con una popolazione sempre più anziana e in difficoltà negli spostamenti, il Titano vuole offrire un modello assistenziale che supera la frammentazione tra diversi livelli di cura. Di questo si è parlato al convegno “Le cure di prossimità: dalla normativa alla pratica innovativa”, organizzato a Domagnano dall’Istituto per la Sicurezza Sociale e patrocinato dalla Segreteria di Stato per la Sanità.
"Quello di riuscire a sviluppare una medicina di prossimità più avanzata e più adeguata al territorio è un obiettivo che il Congresso di Stato si è dato e quindi anche la Segreteria della Sanità sta seguendo. Questo convegno ci permetterà di mettere a confronto quello che è lo sviluppo italiano per portare avanti questo tipo di cure", dichiara il Segretario di Stato Marco Gatti.
San Marino ha dalla sua parte uno strumento centrale come l’ISS, una coesione istituzionale e una capillarità che permetterebbero di sviluppare un sistema alternativo, soprattutto per quei pazienti con patologie croniche come scompensi cardiaci, diabete e malattie respiratorie.
"Queste persone più che venire in ospedale periodicamente, rischiando anche di contrarre altre malattie o problemi, è giusto che rimangano a casa o vicino al loro domicilio. A quel punto saranno gli operatori a spostarsi dall’ospedale e andare sul territorio", spiega Claudio Vagnini, direttore generale dell’ISS.
Nel servizio le interviste a Marco Gatti (Segretario di Stato) e Claudio Vagnini (Direttore Generale ISS)