361 casi di cyberbullismo trattati in un anno: il report della polizia postale per la sicurezza cibernetica riaccende i riflettori su un fenomeno che dilaga tra i giovani, e il cui trend non accenna a calare. Più in generale nel 2025 sono stati oltre 9.000 gli attacchi informatici e quasi 50.000 gli alert diramati per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale. Il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche ha gestito 47 richieste di cooperazione internazionale, consentendo l'identificazione e il deferimento di circa 169 persone.
a è soprattutto il coinvolgimento dei più giovani a preoccupare, per il rischio di gravi ricadute sulla loro salute emotiva e psichica. Nel 2025 - si legge nel rapporto - il cyberbullismo ha rappresentato una componente rilevante delle condotte illecite commesse in ambiente digitale da e contro minori. Anche il Rapporto Istat 2025 ha fotografato la diffusione di bullismo e cyberbullismo tra gli 11-19enni, indicando come vittime più vulnerabili i preadolescenti, i ragazzi di sesso maschile e i minori di origine straniera, con percentuali allarmanti. Per contrastare il fenomeno le regioni italiane hanno finanziato diversi progetti e in Emilia Romagna la scuola ha aggiornato i regolamenti disciplinari, rafforzando il dialogo con le famiglie.
Il tema è tra le priorità educative di San Marino, che a settembre dello scorso anno ha adottato un nuovo Protocollo per scuole ed operatori, agendo su prevenzione, riconoscimento e intervento efficace. Tornando allo studio della polizia postale, l'adescamento online si conferma un fenomeno "di preoccupante vitalità", con un totale di 428 casi trattati. Il rischio si concentra in modo massiccio sulla fascia adolescenziale (tra i 14 e i 16 anni), che con 237 casi rappresentano la maggioranza assoluta delle vittime ( il 55% del totale).