Una violazione della privacy in piena regola, quella che si è verificata martedì pomeriggio sul portale ARPA della pubblica amministrazione. I dati personali relativi al cedolino pensione, compresi codice ISS e IBAN, di 25 utenti sono rimasti pubblici dalle ore 11.21 alle ore 15.00. La segnalazione è partita sui social, da un post nella pagina Facebook “San Marino risponde”. Le istituzioni si sono mosse subito per chiudere il database delle pratiche pensionistiche e per verificare cosa fosse accaduto.
"Tra il 2 e il 7 luglio, a causa di un'errata associazione di una pagina interna da parte di un programmatore della ditta che ha realizzato l’applicativo, tali profili sono rimasti visibili – ma non modificabili - a una platea ristrettissima di persone in modalità di sola lettura. Nessuna alterazione dei database centrali era tecnicamente possibile. Dei casi coinvolti, soltanto per una singola pratica è stato visualizzato il codice Iban, limitando sensibilmente la portata effettiva dell’evento", ha dichiarato l'Esecutivo.
In conferenza stampa, convocata poche ore dopo, il Segretario agli Interni Andrea Belluzzi ha sottolineato che si è trattato di un errore nelle procedure e che sono 25 i cittadini sammarinesi che hanno visualizzato i dati personali sulla piattaforma, ai quali è stato intimato di non diffondere né usare le informazioni.
"Il tema della sicurezza dei dati è importante. Il paese va sempre di più verso la sua digitalizzazione. Digitalizzazione vuole dire reti, data center o comunque banche di dati. Quindi bisogna investire di più in cyber sicurezza che riguarda tecnologia, tecnologia sulle reti, tecnologia sui data center, ma anche procedure, regole e processi da mettere in atto per garantire la sicurezza di uno dei valori più importanti che abbiamo nel paese: il dato." le parole del Segretario Belluzzi.
Le istituzioni competenti, come il Congresso di Stato, la Segreteria, l'ISS, che è titolare dei dati, e l'Ufficio informatica della Pubblica amministrazione sono subito intervenuti per garantire la trasparenza, e hanno dichiarato che in nessun modo si è trattato di un attacco hacker o di una violazione, ma di errore umano, nello specifico di un programmatore legato a una ditta esterna. Tra l'altro, nessun dato è stato modificato, perché il portale non era connesso alle banche dati.
"Questo è un caso molto particolare che ci permetterà sicuramente di migliorare le nostre attività di supervisione di sicurezza. Il titolare dei dati di questa particolare casistica è direttamente l'Istituto sicurezza sociale che dovrà occuparsi di tutte le pratiche successive a questo caso" ha dichiarato Giovanna Reffi dell'Ufficio Informatica.
Interviste a: Andrea Belluzzi - Segretario di Stato per gli Affari Interni; Giovanna Reffi - Ufficio Informatica della Pubblica Amministrazione