Undici attestati per Autista Soccorritore, Operatore di Centrale, 118. La cerimonia di consegna diventa l'occasione non solo per rimarcare il valore di una sinergia – quella tra Istituto Sicurezza Sociale e Centro di Formazione Professionale - al servizio della qualità e della crescita professionale, ma anche per ricordare la missione di un buon ospedale: essere luogo di umanità e conforto, di comprensione dei bisogni del malato e della sua famiglia. Ed è proprio questo l'obiettivo del Direttore Generale Claudio Vagnini, che ai professionisti abilitati ricorda le qualità che servono per lavorare in questi contesti: determinazione, sensibilità, ascolto, capacità di confrontarsi con pazienti e loro cari. Si parte da qui per costruire la fiducia.
“Dobbiamo anche essere capaci di colloquiare con i nostri pazienti, di accogliere i loro familiari, le persone che hanno vicine, i caregivers. Senza questo passaggio – afferma Vagnini - rimane un rapporto sterile. Ne parlo sempre perché per me è essenziale che le persone che hanno bisogno di essere trattate in un momento di difficoltà, paura e ansia trovino, in noi professionisti, persone capaci di accogliere le loro paure”. Poi, l'invito a riferire ciò che non funziona, perché “il sistema è di altissimo livello ma migliorabile”. Il percorso formativo, durato tre mesi, è stato impegnativo, e ha dimostrato l'alta preparazione di docenti, infermieri, autisti soccorritori. Oggi il sistema di emergenza territoriale sammarinese può contare su preziose risorse, “un riconoscimento della validità di questo modello di collaborazione istituzionale”, e che si rinnova anche per il 2026.
"È stato il trampolino di lancio di come dovrebbe essere organizzato un corso, oltretutto di questa importanza come quello di un autista soccorritore che richiede, come ha confermato il Direttore Generale, non solo competenze tecniche ma anche relazionali”- afferma la Dirigente del Centro professionale Susy Serra. Unico neo: l'assenza di donne. “Esatto, è un'osservazione che ho fatto anche io: la parte femminile in questo corso è carente. Chiaramente le motivazioni sono tante, ma speriamo che nel prossimo corso ci siano anche le donne”.