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Hospice, il sogno comincia a diventare realtà: presentato il progetto di massima

di Maria Letizia Camparsi
16 lug 2026

Umanizzare il sistema rispetto alla malattia, creando un luogo volutamente diverso dall'ospedale. Dopo anni di attesa e raccolte fondi, San Marino compie un passo storico verso la realizzazione del suo primo hospice. “Restituiamo alla comunità una parte di quello che la stessa ha donato in questi anni”, annuncia Maria Grazia Angeli, presidente dell'Associazione oncologica sammarinese. “Un progetto che il governo sostiene con convinzione e di grande valore per la comunità”, aggiunge Marco Gatti, segretario alla Sanità ad interim. L'obiettivo è accompagnare le persone nella fase più delicata della malattia, offrendo non solo cure palliative, ma anche dignità, sollievo e la possibilità di vivere momenti difficili in un ambiente accogliente e vicino agli affetti.

Il percorso sarà articolato in due fasi. La prima prevede la realizzazione di quattro stanze dedicate all'interno dell'Ospedale di Stato, negli spazi dell'ex reparto Covid, con lavori al via entro la fine dell'anno, dopo il completamento del nuovo Day Hospital Oncologico. Gli arredi saranno donati dall'Aos. Successivamente sorgerà il vero hospice a Fiorina, accanto alla Rsa di Domagnano: una struttura da dieci stanze che sarà costruita dall'Aos su un terreno dello Stato e poi donata all'Iss. Per arrivare al traguardo serviranno almeno due anni e mezzo, secondo le stime. I passi sono i seguenti: prima la definizione della convenzione tra pubblico e privato, poi l'iter amministrativo e infine la progettazione esecutiva e i lavori. È c'è già una prima bozza di render della futura struttura, che rappresenta l'inizio concreto di un progetto atteso da molto tempo.

"Hanno detto trenta mesi - commenta la Angeli: io spererei di finire prima, anche perché queste cose servono. Anche se adesso vengono preparate nel frattempo le quattro camere qui all'Ospedale".

L'obiettivo è umanizzare il percorso di cura, offrendo una risposta quando l'assistenza domiciliare, che resterà il cuore dell'attività dell'associazione, non è più sufficiente o quando pazienti e famiglie hanno bisogno di un periodo di sollievo.

Secondo le stime elaborate sulla popolazione sammarinese, ogni anno a San Marino circa 160-220 persone concludono la propria vita con bisogni di cure palliative; tra queste, circa 65-90 sono pazienti con patologie oncologiche e circa un centinaio presenta bisogni complessi che richiedono una presa in carico specialistica dedicata. Numeri che descrivono un bisogno reale e destinato a crescere anche in relazione all'invecchiamento della popolazione e alla maggiore fragilità delle reti familiari. Dai dati dell'attività dell'Uos Medicina del Dolore, Cure Palliative e Hospice si evidenzia che evidenzia conferma questo quadro: nei primi sei mesi del 2026 sono stati presi in carico 41 nuovi pazienti, con una proiezione annua di circa 80 nuovi ingressi. Nei 18 mesi compresi tra il 1 gennaio 2025 e il 30 giugno 2026, l'équipe ha assistito complessivamente 144 pazienti e famiglie, accompagnando nel fine vita 102 persone, di cui 80 (circa il 78%) nella propria casa. 

"Finalmente cominciamo a dare delle opportunità diverse ai nostri pazienti - conclude Claudio Vagnini, direttore generale Iss -, che non saranno solo oncologici ma saranno anche quelli che hanno malattie particolarmente dolorose, particolarmente difficili da gestire. L'hospice non è il posto dove si va a morire, ma un posto che serve proprio per vivere delle fasi della malattia in una maniera un po' più tranquilla".

Nel video le interviste a Maria Grazia Angeli (presidente Associazione oncologica sammarinese) e Claudio Vagnini (direttore generale Iss)





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