Il Paese si ferma per l'estremo saluto a Paolo Rossi, scomparso domenica all'età di 66 anni. Nel Santuario della Madonna della Consolazione di Borgo Maggiore, gremito in ogni suo posto, un'ondata di commozione e affetto avvolge e conforta i familiari nel dolore del distacco. La pienezza del ricordo di un uomo buono, capace, dal sorriso accogliente e la spiccata umanità, sempre pronto a tendere una mano. Negli ultimi tempi aveva conosciuto la malattia: 8 mesi di sofferenze che non hanno mai scalfito la sua gentilezza. “Non è un addio, è un consegnarlo a Dio. Che ora raccoglierà i frutti delle sue fatiche e della sua magnanimità”, le parole di speranza di Don Alessandro.
Il cordoglio, profondo, delle Istituzioni: ci sono i Capitani Reggenti, Matteo Rossi e Lorenzo Bugli, i membri del Congresso di Stato, autorità civili e militari, la Corale di San Marino ad intonare i canti, moltissimi amici a testimoniare vicinanza e per ricordare un sammarinese esemplare, assoluto protagonista del mondo imprenditoriale e associativo del Paese. “Un grande uomo che ho avuto il privilegio di avere nella mia vita” - osserva, commosso, l'amico Gianfranco Ugolini che oggi lo celebra come “mentore del turismo”. Quell'impegno e la partecipazione attiva che Paolo Rossi sapeva coltivare con successo e visione, lasciando tracce indelebili; ma prima ancora, veniva l'amore, infinito, per la famiglia, i figli Giacomo e Michele e l'adorata moglie Giovanna. “Ha dato amore in tutto ciò che ha fatto” - conferma, tra le lacrime.
Il feretro lascia quindi la chiesa accompagnato dal saluto militare e sulle note del brano “Dormi dormi” di Vasco Rossi. La pace del riposo eterno, per chi la pace e il dialogo, in vita, li ha sempre curati e perseguiti.