Cosa si nasconde davvero dietro lo sguardo di un cane o il colore del suo mantello? A questa domanda ha cercato di rispondere il secondo appuntamento di “Piacere, io sono il cane!”, il percorso formativo che sta trasformando la sala di Piazza del Massaro a Faetano in un vero laboratorio di cultura cinofila. L’incontro, promosso dall’Ugraa e dalla Giunta di Castello, ha spostato l’attenzione dall’estetica alla sostanza, analizzando il peso della genetica e il reale significato del pedigree per capire le inclinazioni naturali di ogni animale.
"Abbiamo trattato già degli argomenti come l'origine del cane, le varie razze - spiega Claire Chiaruzzi, responsabile AnimaDog -. Abbiamo parlato anche di quelli che sono i cani non tradizionali, quelli che io ho chiamato 'no pet', che sono quelli che si possono trovare fuori dal contesto occidentale. Parleremo prossimamente di comunicazione canina, in special modo, e di come l'umano possa imparare il 'canese' ed essere più comprensibile nei confronti di un animale che non parla l'italiano ma si muove e comunica con i movimenti e le espressioni del muso e del viso".
Dalla corretta comunicazione alla gestione degli spazi pubblici, l'obiettivo è fornire a proprietari, aspiranti adottanti e professionisti del settore una bussola scientifica, sfatando falsi miti, per bisogni dell'animale, sfide quotidiane e convivenza urbana. Il ciclo di seminari gratuiti prosegue ogni giovedì di marzo dalle 18:00 alle 19:30, prima del gran finale previsto per giovedì 2 aprile.
Nel video l'intervista a Claire Chiaruzzi, responsabile AnimaDog e esperta cinofila in area comportamentale