Complessivamente la raccolta differenziata dei rifiuti a San Marino resta ampiamente sotto al 50%, seppur in lieve aumento negli ultimi anni. Ad alzare la media è il porta a porta nei 6 Castelli dove è attivo, anche se negli anni l'efficienza è in diminuzione. È ciò che emerge dall'analisi dei dati al 30 giugno 2025 riguardo alla raccolta dei rifiuti sul Titano pubblicati dall'AASS ed al centro della recente relazione del Segretario al Territorio Matteo Ciacci e al Lavoro con delega all'AASS Alessandro Bevitori in Commissione Territorio/Sanità.
Nei primi sei mesi del 2025 la raccolta differenziata della Repubblica di San Marino ha raggiunto complessivamente il 45,9%. Su 8.475,1 tonnellate di RSU (rifiuti solidi urbani) raccolte, più della metà, 4.585,3 tonnellate, sono indifferenziati. Gran parte di questi rifiuti, 5.462 tonnellate, pari a circa il 65%, viene raccolta tramite i cassonetti stradali presenti nei 3 Castelli più grandi del territorio, Borgo Maggiore, Domagnano e Serravalle. Qui solo il 30,1% dei rifiuti raccolti da gennaio a giugno risulta differenziato. La situazione è decisamente diversa nei Castelli dove è attivo il porta a porta: in questo caso la differenziata è al 61,8%. Comunque al di sotto della soglia del 70% che San Marino si è impegnato a raggiungere negli accordi con le regioni limitrofe che smaltiscono i rifiuti del Titano.
Interessante guardare il trend, ampliando lo sguardo agli anni passati. Si osserva innanzitutto che la percentuale di raccolta differenziata a San Marino è in leggero aumento negli ultimi anni, passando dal 42,96% del 2019 al 45,9% di oggi. Nel mezzo una flessione al 39,3% nel 2021 poi la risalita al 42,6% nel 2022, 44,4% nel 2023 e 44,0% nel 2024. Ad ogni modo decisamente meglio degli anni passati: fino al 2014 è stata sotto al 30%, nel 2015 - con il PaP attivo solo a Chiesanuova e Fiorentino, era il 32,63%.
Parallelamente, però, la modalità più efficiente di raccolta – il porta a porta – mostra segnali di progressiva flessione. Nel 2019, la percentuale di differenziata nei 6 Castelli e i due centri storici Unesco in cui è attiva, era oltre al 71%. Al giugno di quest'anno la quota è scesa di 10 punti. La lettura di questi dati può essere duplice. La prima è che, dopo anni di annunci della sua estensione e di comportamenti per la maggior parte virtuosi, gli abitanti coinvolti stiano via via perdendo fiducia nel sistema, diffenziando sempre di meno. La seconda è che i cittadini portino i propri rifiuti sempre di più nei cassonetti stradali presenti negli altri Castelli. Significativo che l'anno della svolta negativa sia il 2020, l'anno in cui venne abortito il progetto di ampliamento del porta a porta su tutto il territorio, su cui l'AASS era in dirittura d'arrivo dopo un lavoro di molti mesi.
La performance della raccolta stradale si conferma invece molto più scarsa e anch'essa in calo. Se nel 2019 e 2020 la differenziata qui aveva superato il terzo del totale, dal 2021 è rimasta sotto la soglia del 30%: 29,3% nel 2021, tocca il punto più basso nel 2022 con il 27,2%, per poi recuperare fino a sfiorare il 30% nel 2023 e nel 2025. Questi numeri mettono in luce un limite strutturale che nessuna campagna informativa è riuscita finora a colmare: il cassonetto, per sua natura, alimenta un conferimento poco selettivo da parte degli utenti. In questa prospettiva, la lieve ripresa dell’ultimo biennio non basta a compensare una resa complessiva che, nel confronto con la performance del porta a porta, continua a rappresentare l’anello debole del sistema.
Interessante anche notare come a livello di quantitativo totale, negli ultimi 12 anni la Repubblica sia stata stabile, producendo circa 17.000 tonnellate di Rsu ogni anno.
Ora il governo ha annunciato la svolta a lungo evocata per raggiungere l'obiettivo minimo del 70% di differenziata: porta a porta esteso anche nei tre grandi Castelli su tre frazioni - indifferenziato, organico e plastica-metalli - e con alcune isole ecologiche videosorvegliate. Sono stati annunciati anche la tariffa puntuale, che consentirà di premiare chi differenzia di più, e una campagna di comunicazione. Anche perché l'elemento chiave per ottenere il salto di qualità atteso è un forte coinvolgimento della cittadinanza. E la consapevolezza che, oltre all'aspetto ecologico, non riuscire ad aumentare la differenziata rischia di mettere in seria difficoltà il Titano con lo smaltimento nei territori limitrofi.