L'importanza del confronto tra esperienze come corollario alla presentazione del Rapporto Sussidiarietà 2024, promossa da Fondazione Carim, sulla scorta del documento della Fondazione per la Sussidiarietà. L'indagine ripercorre il delicato momento di transizione che lo stato sociale sta attraversando a livello nazionale italiano per molteplici cause economiche, sociali e culturali. Per questo è necessario delineare una visione di welfare in cui la Comunità sia protagonista efficace di soluzioni integrate. Anche sul territorio riminese fondamentale il ruolo dei corpi intermedi, del terzo settore, per ragionare sullo stato dell'arte e impostare nuove progettualità.
Denatalità, invecchiamento della popolazione, disuguaglianze economiche, patologie croniche in aumento e difficoltà per le famiglie di persone con disabilità sono fattori che inevitabilmente accrescono la domanda di servizi socio-sanitari e assistenziali: un sistema che, come segnala il rapporto, fatica a sostenersi. Luce tra le ombre, il contributo che arriva dalle realtà universitarie come Bologna che hanno un preciso valore educativo e culturale, ma anche un fine di supporto psicologico e di vicinanza per coloro che non sanno orientarsi sulla richiesta di aiuto. Studenti, ad esempio, che prestano servizio nei Pronto Soccorso per fornire informazioni agli utenti, il semplice “parlare”, che poi è tutt'altro, come forma di sostegno e di riferimento.
A portare, nell'occasione, testimonianza della propria ultratrentennale esperienza all'attenzione della qualificata platea riminese, anche l'Associazione Oncologica Sammarinese, su invito del Presidente Fondazione Carim, Paolo Pasini, quale esempio di realtà virtuosa per il Titano nel mettere la persona al centro, nell'impegno a migliorare la qualità della vita dei malati e nella battaglia, vinta, per il riconoscimento dell'oblio oncologico. Attività multiforme che va “dall'assistenza domiciliare gratuita con 5 infermieri – ha spiegato la Presidente Maria Grazia Angeli – rivolta a 160/180 pazienti l'anno con 3.000 accessi, all'impiego di una psico-oncologa che segue 116 pazienti per oltre 600 accessi totali”. “Numeri piccoli – ha fatto notare Maria Selva, Consigliere AOS – se rapportati alla realtà riminese o regionale, ma che danno il senso di ciò che facciamo; i cittadini sanno a chi rivolgersi e su chi poter contare”.