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Violenza di genere, Gino Cecchettin con Csu incontra la cittadinanza: "Abbiate il coraggio di cambiare"

di Maria Letizia Camparsi
12 gen 2026

È difficile riportare la naturalezza con cui Gino Cecchettin – invitato dalla Csu per una giornata con studenti e cittadinanza al Teatro Concordia - approfondisce temi che posso cambiare la vita delle persone e di conseguenza della società. Nei due eventi “Educare al rispetto” con le scuole e “Lavorare al rispetto” con lavoratori e cittadinanza si parla di violenza di genere, ma prima e attorno ci sono i gesti del quotidiano sui quali tutti possiamo interrogarci e migliorare. Il valore del tempo: “Quello lasciato alla rabbia – dice – non torna indietro e intanto ci perdiamo momenti che potevano essere goduti”. Cos'è l'amore, quello vero, che non prevarica, che non comanda: che dà senza chiedere nulla in cambio. Credere nella vita, anche di fronte ad eventi tragici, come perdere una figlia: quando Gino Cecchettin parla di Giulia, alla quale ha dedicato l'associazione omonima, sorride – racconta – tenendosi stretto i ricordi più belli. Non c'è spazio né tempo per l'odio verso l'assassino ed ex fidanzato Filippo Turetta. Ribadisce l'importanza delle parole usate tutti i giorni e ripudia la dialettica del partito preso, in favore di un dialogo che cerca sempre un punto d'incontro: “Basta ascoltare”.

"Mi sembra di vedere - commenta Cecchettin - della speranza perché i ragazzi sono i primi a chiedere risposte, chiedono di essere ascoltati e quindi noi dobbiamo dare loro delle risposte. Basta volerlo, nella quotidianità si può fare tanto: quando vediamo quegli stereotipi violenti che generano sopraffazione dobbiamo solo avere il coraggio di dire basta. Si può aiutare tutti, essere tutti agenti di cambiamento nel piccolo e un po' alla volta le cose cambieranno".

Non è una guerra ai maschi – sottolinea Cecchettin – ma al maschilismo tossico, alle limitazioni di libertà che le donne ancora subiscono. Fatte anche di micro soprusi e micro violenze: prima di tutto verbali. Plaude soddisfatto alla cittadinanza presente in sala: “Per la prima volta la maggioranza del pubblico è composta da uomini”. E guarda a un cambiamento culturale che si augura sia il più veloce possibile, a partire anche dalle scuole, incontrate in mattinata, nelle quali è fondamentale l'educazione all'affettività.

Nel video l'intervista a Gino Cecchettin





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