Steven Raul James, il 27enne sammarinese condannato in via definitiva in Italia a 4 anni e 4 mesi per violenza aggravata su minori, è stato trasferito dalla prima detenzione ai Casetti di Rimini alla struttura penitenziaria di Villa Fastiggi a Pesaro. Lo spostamento, poche settimane dopo la carcerazione, è avvenuto anche per garantire maggiori condizioni di sicurezza al detenuto.
La vicenda, che all’epoca dell’arresto – il 23 agosto a Riccione, mentre il sammarinese assisteva a una partita di calcio giovanile – aveva suscitato scalpore in Repubblica e ora torna formalmente all’attenzione del Consiglio Grande e Generale. Sul caso, che scatenò anche manifestazioni di piazza da parte di genitori preoccupati, è infatti previsto un comma unificato nella sessione di gennaio, in calendario dal 19 al 26. Include la prima lettura del progetto di legge depositato dalle opposizioni per l’istituzione di una commissione d’inchiesta volta ad accertare eventuali responsabilità politiche, e l’esame di sette Istanze d’Arengo collegate alla vicenda. Queste ultime mirano alla creazione di un registro dei condannati per pedofilia e a modificare normative rivelatesi vulnerabili, come l’autocertificazione sulle pendenze penali, che ha permesso a Steven Raul James di lavorare, nonostante la condanna in Italia, in asili nido pubblici a San Marino a contatto diretto o indiretto con minori.
La maggioranza, pur con accenti diversi, punta intanto, in alternativa alla commissione d'inchiesta politica voluta dalle opposizioni, ad una commissione tecnico-amministrativa – prevista da un ordine del giorno già approvato - incaricata di esaminare le lacune dell’ordinamento sammarinese, in casi analoghi, anche per superare le criticità emerse nelle procedure di scambio di informazioni con le autorità italiane. La nomina della commissione tecnico amministrativa è però ancora ferma al palo, con reciproco rimpallo delle responsabilità tra maggioranza e opposizione. Intanto, la difesa di Steven Raul James continua ad adoperarsi per consentirgli di scontare la pena a San Marino, anziché in carcere in Italia.