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Riciclaggio: condannati a 2 anni e 6 mesi Bruno Dezi e Traian Ovidiu Ciugudean

I due erano accusati di aver occultato a San Marino 1 milione e 700.000 euro, provento di “truffe carosello”. Disposta anche una grossa confisca. In mattinata, davanti al Giudice Battaglino, anche altri processi.

21 lug 2020
la cronaca giudiziaria
la cronaca giudiziaria

Secondo l'accusa avevano occultato in Repubblica - in conti correnti intestati a società a loro riconducibili - circa 1 milione e 170.000 euro, provento di frode ai danni dello Stato italiano. Ad avviso degli inquirenti “la mente”, dell'operazione, era Bruno Dezi; un “prestanome”, invece, Traian Ciugudean. Per entrambi, però, la stessa imputazione: riciclaggio. Oggi – davanti al Giudice Battaglino - l'udienza finale. Nella requisitoria il Procuratore del Fisco ha ricordato innanzitutto un precedente procedimento, finito poi archiviato, ma allegato comunque al processo in corso. Roberto Cesarini ha spiegato come, all'epoca, si fosse espresso unicamente in merito alla decorrenza del termine massimo di durata dell'istruttoria; “nel merito – ha precisato – non avrei mai dato parere favorevole all'archiviazione”. E questo perché, a suo avviso, l'operatività oggetto del nuovo procedimento penale non era altro che una prosecuzione di quella precedente: ovvero realizzare false fatture per evadere l'IVA italiana, con “il tipico schema delle truffe carosello”. C'è stata anche “la sfrontatezza – ha detto ironicamente – di chiamare una società Il Triangolo”. Affermazione che ha strappato un sorriso allo stesso difensore di Ciugudean, che ha ricordato comunque come quella società sia tutt'altro che una “cartiera”; per poi insistere sull'insussistenza dell'elemento materiale del reato contestato. “Questo – ha dichiarato – non è riciclaggio”. Concorde, in questo, la Difesa dell'altro imputato. “Il termine anomalie – ha detto l'Avvocato – è il leitmotiv di tutti gli atti di questo procedimento”; ma le contestazioni “non hanno concretezza”, “non c'è alcun tipo di prova che Dezi fosse l'ideatore di una frode”.

Non di questo avviso, però, il Commissario della Legge, che ha condannato entrambi a 2 anni e 6 mesi di prigionia, e ha soprattutto disposto la confisca di quanto sequestrato; oltre a quella, per equivalente, di 186.000 euro: l'importo delle somme poi trasferite in conti correnti maltesi intestati alle stesse società. In mattinata anche altri processi; due dei quali riguardanti ragazzi residenti in Repubblica accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti. Condannato ad un anno un 23enne borghigiano, trovato in possesso di 13 grammi di marijuana e alcune decine di semi. Più consistente il sequestro ai danni di un 26enne di Chiesanuova: 70 grammi di “erba”, 4 francobolli di LSD e una modica quantità di hashish. Decisa in questo caso una pena di 1 anno e 3 mesi; ma ad entrambi - vista la confessione utile e spontanea resa nell'immediatezza dei fatti - il Giudice ha concesso la sospensione condizionale in regime di esperimento probatorio. Infine il caso due ragazzi, cui era contestato il consumo di uno spinello quando erano ancora minorenni. Ravvisate, dalle parti, nel corso dell'udienza, alcune lacune nell'istruttoria; fra le quali l'assenza di una perizia sui due adolescenti. Per uno di loro - che secondo la Difesa non deteneva la sostanza, e non aveva manifestato la volontà di farne uso - l'assoluzione è stata con formula piena; per l'altro il proscioglimento è stato determinato dalla mancanza di prove sulla sussistenza dell'elemento psicologico all'epoca dei fatti.