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Tentata scalata a Banca di San Marino: nuovi arresti e sequestri

Gli inquirenti ipotizzano un piano parallelo elaborato con il supporto di politici, uomini d'affari e associazioni private, per ostacolare l'Accordo Ue e costringere le autorità a trattare con gli indagati per i loro interessi patrimoniali

di Luca Salvatori
6 feb 2026
Il dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio
Il dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio

Altri arresti e sequestri, nei confronti di cittadini sammarinesi e non sammarinesi, nell’ambito dell’indagine sulla tentata scalata alla Banca di San Marino. In un comunicato diffuso dal dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio, non viene specificato – nel rispetto del riserbo istruttorio – quante persone siano state raggiunte da misure cautelari personali; si precisa però che gli indagati sono accusati, in concorso, di attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica, attentato contro la libertà dei poteri pubblici e minaccia all’autorità. Nuove ipotesi di reato che si aggiungono a quelle originarie di corruzione privata, amministrazione infedele e riciclaggio, già emerse nelle fasi iniziali dell’inchiesta, che avevano portato all’applicazione di altre due misure cautelari personali e a diversi sequestri. Secondo l’Autorità giudiziaria condotte criminose finalizzate a inquinare le indagini sono tuttora in corso.

Nel frattempo sarebbero state acquisite nuove prove che delineano un piano parallelo, rispetto alla legittima strategia difensiva dei prevenuti, volto a offrire all’esterno una rappresentazione distorta della Repubblica e a ostacolare il percorso di associazione all’Unione europea. Il piano, si legge nella nota, sarebbe stato elaborato con il supporto di alcuni esponenti politici, associazioni private e uomini d’affari, con la finalità di costringere le autorità sammarinesi ad aprire una trattativa con gli indagati, per il perseguimento dei loro interessi patrimoniali, mediante pressioni esercitate anche con la minaccia. Le misure cautelari si sono rese inderogabili – precisa il comunicato del dirigente Canzio – per evitare il pericolo di fuga, garantire la genuinità del quadro probatorio acquisito e prevenire l’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati.





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