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Truffa criptovalute, tre promotrici indagate a Rimini: spariti 560mila euro di imprenditrice di San Marino

Promesse di guadagni fino al 500% con una società offshore nei Caraibi. L’udienza preliminare fissata per il 12 febbraio: le tre donne accusate di truffa e abusiva attività finanziaria.

12 nov 2025
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Una presunta truffa milionaria a base di criptovalute è finita al centro di un’inchiesta della Procura di Rimini. Il 12 febbraio si terrà l’udienza preliminare a carico di tre promotrici finanziarie – una 56enne di Tavullia, una 57enne di Cattolica e una 71enne di San Mauro Pascoli – accusate di aver raggirato una imprenditrice sammarinese facendole perdere oltre 560mila euro.

Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, le tre donne, nel 2022, avrebbero convinto la 61enne – appartenente a una famiglia benestante di San Marino e difesa dall’avvocata Chiara Rizzo di Bologna – a investire ingenti somme in criptovalute attraverso una società con sede nelle isole di St. Vincent e Grenadine, nei Caraibi. Promettevano rendimenti eccezionali, anche superiori al 500% del capitale investito, ma dietro gli investimenti si sarebbe celata una truffa ben orchestrata.

La vittima avrebbe versato in due tranche, tra aprile e giugno 2022, complessivamente 562mila euro, che sarebbero poi spariti. Le piattaforme utilizzate dalle tre promotrici, secondo le indagini della Guardia di Finanza, non avevano i requisiti legali per operare in Italia e potrebbero aver coinvolto anche altri risparmiatori.

Le tre donne sono indagate per truffa aggravata e per esercizio abusivo di attività finanziaria, reato che la legge riserva esclusivamente agli intermediari autorizzati come consulenti e gestori riconosciuti dalla Consob.






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