STORIE DEL WYOMING in cui due cowboy scoprono da diciannovenni un amore omosessuale nudo e crudo a tratti violento scaturito tra le montagne e durato oltre 20 anni fra paure, frustrazioni e rimpianti. Il teatro ne fa giocoforza un esercizio di sottrazione in musica della liaison gay giocando sulla romanticizzazione estetica LGBTQIA+. Il canto della band live sostituisce nella scenografia essenziale a riquadri visivi i silenzi dei paesaggi e i tempi della storia di due pastori-mandriani che scoprono la solitudine dei loro corpi nonostante il rodeo e il ranch con relative donne del vissuto: straniamento e discriminazione!? Impatto evocativo anche oggi.