MELIK prende il treno per l'Ungheria. Cerca lo zio fratello del padre morto alla ricerca delle origini (ebraiche). L'avventore Oscar negazionista e complottista se la prende coi giudei laburisti anti tedeschi. Le lobby finanziarie sioniste e il Vaticano hanno falsato la storia: niente guerra e Olocausto. La presenza liciferina (il viaggiatore designato...) sostiene che la Shoah non c'è stata mettendo in crisi il fragile protagonista ebreo. Melik subisce un dolore quasi una frattura da caduta della testa: perderà la parola, i nomi, e la memoria...