Tratto o forse solo lontanamente ispirato a LE ROVINE CIRCOLARI di Borges (sull'obbligo immediato del sonno e l'arte di padroneggiare la pratica del sogno dove il sognatore immagina un grande cuore ma solo da osservatore. Senza toccarlo lo percepisce a distanza... dominandosi!?). La pantomima circense è, così, un “anello di Barnard”: la nebulosa di Orione, annebbiata e sfumata, di cui non si sa nulla ma si percepisce tutto il vuoto (pieno...).