Lo spettacolo è un “risveglio” personale e collettivo sul dolore e l'apatia per la mancanza: il lutto e la morte del cuore. Da un omaggio a Bobò compagno di scena di Delbono nella perdita dell'amico direttamente vissuta dall'autore che partecipa alla narrazione con un recitato interiore memorabile “sull'aquila” (che ascoltiamo nell'estratto video). Voce, ballo e musica live del violoncellista Giovanni Ricciardi, in un deserto dell'anima circondata dal vuoto delle guerre che si moltiplicano e delle pandemie sociali e culturali che dilagano. Un'elegia di simboli (sabbia e vento) funerari in un doppio finale sorprendente “alla delbono”, appunto.