Dodici mesi per ripercorrere i Castelli, il Monte Titano e il territorio della Repubblica attraverso fotografie aeree scattate tra il 12 e il 17 luglio del 1964. Una prospettiva insolita, soprattutto per l’epoca, scelta da Delfina Ugolini e Ido Rinaldi per raccontare San Marino nel calendario 2026.
Le immagini furono realizzate, su incarico dell’Ufficio Tecnico, da Alberto Marchi, allora giovane fotografo dello Studio Galvani di Cattolica. Dagli anni Cinquanta in poi, Marchi documentò con i suoi scatti anche gli insediamenti dei Capitani Reggenti e numerosi eventi della vita sammarinese. Sfogliando il calendario emerge la San Marino di sessant’anni fa, poco prima dell’inaugurazione della superstrada, destinata a diventare, nel bene e nel male, il perno dell’evoluzione urbanistica dei decenni successivi.
Il calendario 2026 dedicato alla Valmarecchia propone invece un viaggio nella storia del territorio con immagini dai primi del Novecento in poi, lungo gli insediamenti che costeggiano il fiume, raccontando anche ciò che oggi non esiste più. Come la linea ferroviaria da Novafeltria a Rimini o l’oratorio di Sant’Antonio al Porto, colpito da una corazzata austriaca durante la prima guerra mondiale, bombardato dagli alleati nella seconda e infine raso al suolo dai tedeschi per esigenze difensive.