La storia è quella di Tano, uomo fragile e vulnerabile che, portando fuori il cane di notte in una periferia segnata dall’emarginazione, si ritrova vittima di una violenza inspiegabile e crudele: quella notte “sbagliata” in cui un destino ingiusto irrompe nella solitudine di un uomo dimenticato. Lo spettacolo, prodotto da Marche Teatro, con la regia di Maria Maglietta e il lavoro sono di Mirto Baliani è un monologo polifonico che indaga la zona oscura della violenza e si configura come un intenso esempio di teatro di post-narrazione. Marco Baliani, da solo in scena, dà corpo e voce a una molteplicità di personaggi, costruendo un racconto frammentato che moltiplica i punti di vista e sposta continuamente il focus della narrazione.
Il filo narrativo del fatto di cronaca si spezza e si ricompone più volte: un’azione che dura pochi minuti viene dilatata in scena attraverso un coro di voci che avvolge lo spettatore, arricchendo l’evento di sfumature psicologiche e trasformandolo in una riflessione universale sulla violenza, sulla costante necessità di individuare un capro espiatorio contro cui scagliarsi e sulla progressiva perdita di sacralità della vita umana.