Un documento unico fatto di cinema e vita: quelli del regista messicano di Hellboy, La forma dell'acqua, e Il labirinto del fauno. Un dedalo artistico come un mosaico poetico che parla del “Minotauro” benevolo in tasselli filmici fino all'ultimo Frankenstein: “Una prova di magia” - scrive del Toro. Tutto parte dalla nativa Guadalajara nell'esposizione “il gabinetto delle meraviglie” fatto di ex voto, reliquie, e pupazzi macabri tra eredità precolumbiana e cattolicesimo coloniale. Un ritratto intenso come il “sangue del toro” sacrificato (cerimonia o corrida?).