La CDLS rilancia l’allarme denatalità a San Marino, definendola una questione di sopravvivenza nazionale. Il calo delle nascite rischia di compromettere welfare, occupazione e coesione sociale – precisa la Confederazione, che propone modifiche alla Legge 129/2022, con un congedo di genitorialità esteso a 210 giorni rispetto agli attuali 150, di cui tre mesi obbligatori per la madre, tre a scelta tra i genitori e uno aggiuntivo per il padre da attivarsi su esplicita richiesta. La CDLS chiede inoltre di raddoppiare il congedo di paternità da 10 a 20 giorni, rendendolo obbligatorio, per promuovere la paternità attiva. Altra proposta chiave, poi, quella di tutelare tutte le maternità, eliminando il requisito dei sei mesi di iscrizione alle liste dei disoccupati per accedere all’indennità.
Per il sindacato occorre, ancora, un piano integrato con sostegni economici, politiche abitative e servizi per l’infanzia, per garantire stabilità e pari opportunità alle giovani famiglie. “Vogliamo valorizzare nella maniera più ampia la genitorialità nel suo insieme e incentivare il ruolo del padre in linea con il concetto di ‘paternità attiva” - spiega il Segretario Generale Milena Frulli, sottolineando la necessità di agire subito per invertire il calo delle nascite e assicurare un futuro al Paese”.