Il periodo delle feste allieta le giornate, meno il portafogli. Consumatori preoccupati per il caro-vita in vista del Natale, con timori legati all'aumento dei prezzi per regali, cibo e viaggi, che necessariamente inducono ad essere più oculati. Lo stress è accentuato, poi, dalle scadenze di fine anno, impegni sociali e aspettative, sebbene molte persone stiano adottando strategie per affrontare il periodo, come pianificare in anticipo e fissare un budget.
Quel che, però, salta subito agli occhi è il divario costante tra i prezzi sul Titano e i prezzi in Riviera. A San Marino, l'indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, ad agosto di quest'anno sui prodotti alimentari e bevande analcoliche, – fa notare Emanuel Santolini, Sportello Consumatori – è cresciuto dell'11% in più rispetto a Rimini; se si guarda al 2024, sempre agosto, emerge un +7,4% di aumento dei prezzi rispetto al Riminese; nel 2022 il differenziale si alza fino al 9,6% negli stessi mesi estivi. “Come fa la politica a giustificare questa differenza?” - si chiede Santolini, facendo notare, tra l'altro, che “con la riforma Igr, siamo costretti a spendere di più in territorio, dove c'è il regime monofase che dà un margine almeno del 27%, senza garanzia che non intervengano speculazioni addirittura maggiori. Sportello Consumatori lamenta, inoltre, ritardi a San Marino nella rilevazione dati, “noi fermi ad agosto, a Rimini si arriva ad ottobre 2025”.
Inspiegabile, un aumento dei costi dei generi alimentari di queste proporzioni, anche per Mirco Battazza (Asdico): non è salito il costo delle materie prime, non ha influito l'andamento dei prezzi dei carburanti, al contrario tutto diminuito in questi mesi. Urge, quindi, una attenta riflessione. Battazza guarda al fenomeno 'black friday' lanciando ai consumatori l'alert su cosa si sceglie di acquistare: ci si deve informare sui prezzi applicati in precedenza ad un determinato prodotto, - consiglia – per capire che gli sconti siano reali, non “civetta”. Aggiunge, comunque, che ad oggi non sono pervenute segnalazioni di frodi o di operazioni ingiustificate a livello commerciale, dalle forze dell'ordine. A Natale – avverte, infine – attenzione, in generale, a non farsi prendere troppo la mano”.
L'emergenza abitativa e gli affitti, per Olga Mattioli (Ucs) “restano il principale problema, ma sono aumentate anche le utenze e dalla scorsa estate i prezzi di frutta e verdura hanno subito rincari, così come i detersivi e gli altri prodotti per la casa. Mattioli cita a titolo di esempio, che “la stessa spugna, nel giro di un paio di mesi, è passata da 1 euro a 1,50”. Sensibili aumenti anche nel comparto estetico, ma a pesare è tutto quanto concerne le spese inevitabili o di prima necessità. “Il rischio – sottolinea - è che una popolazione sempre più povera rinunci ad investire sull’istruzione dei figli e sia meno in salute”.