È “necessario fare fronte comune” per affrontare le questioni care ai frontalieri. È l'associazione che li rappresenta, Afis, a lanciare l'appello alla collaborazione tra parti sociali e istituzioni, da San Marino all'Italia. A Domagnano un evento pubblico per confrontarsi sui problemi aperti. Su tutti, denuncia l'Associazione frontalieri, gli effetti futuri della riforma Igr.
"Con i nostri calcoli - spiega il presidente Massimo Ceccaroli - abbiamo evidenziato che, tenendo conto dell'aumento di tasse sul Titano per la riforma e dell'impossibilità di recuperare questo aumento nella nostra dichiarazione in Italia, ci saranno dei problemi perché ci troveremo a pagare più tasse. Il nostro impegno è riuscire a fare in modo che il politico sanmarinese e il politico italiano si interfaccino, per riuscire a ragionare sui problemi da noi evidenziati".
Non sono mancati momenti di confronto acceso tra i partecipanti, specie sulle proiezioni della riforma. “Ribadiamo l'apertura al dialogo”, sottolineano i rappresentanti dell'associazione. Annunciata, poi, "una imminente collaborazione con l'Ufis, che è l'Unione dei frontalieri italiani in Svizzera, che hanno intrapreso delle azioni molto efficaci dal punto di vista della tutela dei lavoratori".
Tra i problemi più pressanti, per Afis, quelli legati alle pensioni degli ex frontalieri. "I pensionati italiani che hanno lavorato una vita a San Marino - spiega Ceccaroli - si trovano a dover ricevere delle cartelle dall'Agenzia delle Entrate perché non viene riconosciuto tutto ciò che è stato versato a San Marino. Quindi, le tasse pagate dai pensionati a San Marino non vengono riconosciute in toto in Italia e viene chiesta la differenza".
Nel servizio l'intervista a Massimo Ceccaroli - presidente Afis