Lo spunto al Question Time dell'ultima puntata di Palazzo Pubblico; quando il consigliere di RETE Zonzini si è rivolto al Segretario alle Finanze, chiedendo se il 2026 sia l'anno della riforma IVA. Tema ricorrente; cauto l'approccio di Marco Gatti. “Sono dell'idea – ha detto - che l'IVA vada implementata; che però vada fatta come ho sempre detto una valutazione di impatto approfondita”. Posto l'accento infatti sulle peculiarità di San Marino: realtà “senza confini” - ha ricordato - dalle ridottissime dimensioni. L'introduzione dell'imposta sul Valore Aggiunto, a suo avviso, avrebbe conseguenze “molto più significative” rispetto ad altri Paesi. L'elaborazione della normativa sarebbe “la parte più semplice”, ha spiegato; rimarcando come si sia piuttosto al lavoro per approfondire gli effetti di un eventuale superamento dell'attuale sistema monofase. “Chi viene favorito dall'introduzione dell'IVA – ha detto - lo sappiamo già: sono le imprese industriali.
Mentre invece il settore dei servizi, il settore del commercio, in particolare dell'artigianato, possono avere diciamo un aggravio”. Anche in termini amministrativi – ha aggiunto -, non solo di competitività. Il Segretario di Stato ha anche rivelato come sia stata richiesta un'assistenza specifica al Fondo Monetario Internazione; e insieme si stia studiando “questa valutazione di impatto”. “Cioè cosa può significare questo, e come compensare il più possibile” - ha spiegato - quei settori che possano avere dall'introduzione dell'IVA una difficoltà a rimanere sul mercato. E ciò “mantenendo una regola generale che è quella della compliance internazionale a livello fiscale di imposte indirette” L'obiettivo dunque è completare nella Legislatura in corso questa analisi; “e anche, a quel punto, se vi sono le condizioni, di predisporre diciamo una bozza di normativa che poi ritengo debba essere presa in considerazione dal prossimo Governo”.