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Termovalorizzatore, Associazione Micologica: "Scelta fuori luogo, San Marino punti sull’economia circolare"

L’associazione boccia l’ipotesi dell’impianto ventilato da alcuni politici: "L’intero sistema Paese dovrebbe porsi degli obiettivi alti e sostenibili, non farsi distrarre da proposte fuori luogo e fuorvianti avanzate dai soliti 'prenditori'".

8 set 2026
Termovalorizzatore, Associazione Micologica: "Scelta fuori luogo, San Marino punti sull’economia circolare"

No all’ipotesi di un termovalorizzatore a San Marino e sì, invece, a una strategia di lungo periodo fondata su riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo ed economia circolare. È la posizione espressa dall'Associazione Micologica Sammarinese in un comunicato nel quale contesta la sostenibilità ambientale ed economica di un eventuale impianto sul Titano di cui si inizia a parlare anche in Consiglio.

“Il termovalorizzatore - spiega l'Associazione - non è altro che un inceneritore che converte una frazione del calore generato dalla combustione dei rifiuti in energia”, con “una struttura che ha un impatto paesaggistico ed ambientale notevole”. Inoltre, “anche gli impianti detti di nuova generazione non sono completamente sicuri ed a ‘impatto ambientale zero’ come si vuol far credere”.

Sul piano economico, gli ambientalisti sottolineano che “costruire un termovalorizzatore comporta lavori per una durata di 5-7 anni e costi di investimento molto elevati, talvolta superiori ai 500 milioni di euro” e che “la soglia di economicità per impianti medio-grandi si attesta generalmente intorno alla capacità di trattare 100-150.000 tonnellate/anno di rifiuti”. A San Marino, ricorda il Direttivo, nel 2025 sono state prodotte circa 17mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, con una raccolta differenziata pari al 45,9%.

“Ne consegue che per far funzionare un impianto di medio-grandi dimensioni San Marino dovrebbe importare almeno 100.000 tonnellate/anno di rifiuti”. Per un impianto più piccolo “ne ‘basterebbero’ circa 50.000”, con la conseguenza che “ogni giorno e per tutto l’anno decine di camion pieni di rifiuti attraverserebbero il nostro confine”. Critiche anche all’attuale sistema di raccolta: “Essere oggi ancora sotto il 50% è una sconfitta per tutta la cittadinanza, ma soprattutto per la classe politica e l’AASS”.

L'AMS richiama quindi la gerarchia europea nella gestione dei rifiuti: “Prevenzione, riutilizzo, riciclo, recupero, anche energetico, e solo per ultimo lo smaltimento”. Secondo l’associazione, se negli ultimi quindici anni fosse stato adottato “un progetto sulla gestione dei RSU a lungo termine, serio, sostenibile e lungimirante”, oggi San Marino potrebbe avere “una raccolta differenziata almeno all’80%”.

“Non possiamo permetterci di incrementare il debito pubblico con investimenti sbagliati”, aggiunge il Direttivo, chiedendo invece che “San Marino punti a divenire un piccolo distretto di eccellenza per l’economia circolare e l’efficienza energetica”. “Solo un Paese che valorizzi e non ‘bruci’ le proprie risorse materiali, ambientali ed umane - conclude l'associazione - potrà ambire di competere in Europa”.





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