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Beni confiscati alle mafie: il paradosso che minaccia i Comuni

Il caso di Bellaria-Igea Marina: un immobile riqualificato per fini sociali torna al proprietario dopo la revoca della confisca. Il Comune ora rischia un risarcimento di 300 mila euro.

31 gen 2025
Municipio di Bellaria-Igea Marina
Municipio di Bellaria-Igea Marina

Un paradosso rischia di mettere in crisi il sistema di assegnazione ai Comuni dei beni confiscati alle mafie. Bellaria-Igea Marina, in provincia di Rimini, aveva ricevuto nel 2022 un immobile di grande valore, trasformato in una struttura socio-sanitaria residenziale per persone con disabilità intermedie. La riqualificazione era stata possibile grazie a un contributo regionale di 300mila euro e uno ministeriale di 80 mila.

Dopo il taglio del nastro e l’ingresso dei primi ospiti, arriva la doccia fredda: il Comune scopre che sulla proprietà pendeva un giudizio di revoca della confisca da parte della Corte d'Appello di Catanzaro. Ora l’ente locale potrebbe essere costretto a risarcire il proprietario con circa 300mila euro.

"Il prevenuto avrebbe diritto a un indennizzo calcolato sulla base della stima dell’amministratore giudiziario", spiega Ivan Cecchini, dirigente degli Affari generali del Comune e referente dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata della Provincia di Rimini.

Secondo Cecchini, questa vicenda evidenzia una grave lacuna normativa che potrebbe scoraggiare i Comuni dal richiedere l’assegnazione di beni confiscati. Una posizione ribadita mercoledì in Commissione Antimafia da una delegazione comunale, che ha chiesto di intervenire per evitare che situazioni simili compromettano la destinazione sociale dei beni confiscati.





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