Nel ritorno in Corte d’Assise per il processo a Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, l’atmosfera è quella delle grandi udienze. La lunga vigilia è stata segnata dalle polemiche esplose dopo la domanda, poi dichiarata inammissibile, con cui l’avvocato Andrea Guidi aveva ipotizzato un rapporto “improprio” tra Manuela Bianchi e il fratello Loris. Un’accusa definita “schifosa” dai diretti interessati e che ha alimentato ulteriormente l’attenzione sul caso.
A partire dalle 9 sono attese le deposizioni di Giuliano Saponi, figlio della vittima, e di Loris Bianchi, fratello di Manuela. Saponi, come anticipato dai legali di parte civile, si presenterà “sereno e disponibile”. La Corte gli chiederà di ricostruire i rapporti familiari, logorati negli ultimi mesi tra la madre e la moglie, e di tornare sul grave incidente stradale del maggio 2023 che lo aveva lasciato in coma, un episodio mai del tutto chiarito e da alcuni ritenuto potenzialmente collegato al delitto.
Diversa la posizione di Loris Bianchi, indicato dalla difesa di Dassilva come possibile “pista alternativa”. Bianchi ribadisce la sua volontà di collaborare per “fare chiarezza sull’omicidio di Pierina”. Al centro del suo esame ci sarà la sera del 3 ottobre 2023: lui, la sorella e la nipote hanno sempre sostenuto di essere rimasti in casa per un incontro online dei Testimoni di Geova, documentando parte della serata con alcune foto. Versione che oggi sarà oggetto di domande serrate, anche sulle prime incongruenze.
Non è escluso che la difesa tenti ancora di introdurre il tema dei presunti rapporti impropri tra i due fratelli, già respinto dalla Corte e liquidato dai Bianchi come un “tentativo di arrampicarsi sugli specchi”.