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Caso Pierina Paganelli, parla Louis Dassilva dopo l'assoluzione: "Sogno di rimanere in Italia"

Dassilva assolto. La difesa punta su 5 piste alternative

11 giu 2026
Louis DassilvaLouis Dassilva
Louis Dassilva

Si è tenuta nel pomeriggio di oggi la conferenza stampa degli avvocati di Louis Dassilva, unico indagato e imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, la donna uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023, e assolto in primo grado presso la Corte d'Assise di Rimini dopo 16 ore di camera di consiglio lo scorso 10 giugno.

Durante l'incontro, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi hanno ripercorso le fasi salienti delle indagini, mettendo in risalto quelle che ritengono essere state le lacune investigative che hanno portato a concentrare i sospetti sul loro assistito. I legali hanno posto l'accento sulla relazione iniziale dello SCO, la quale avrebbe identificato l'ignoto ripreso dalla telecamera "Cam 3" unicamente per la carnagione scura, tralasciando gli ulteriori e utili accertamenti sull'altezza, oltre a una consulenza fonica preliminare contenente inesattezze temporali e spaziali sui suoni registrati la sera dell'omicidio.

“L'accertamento che non è stato fatto da parte dello SCO è stato quello di verificare se vi erano le condizioni per identificare l'altezza dell'ignoto - dichiara l'Avvocato Fabbri - ma soprattutto la compatibilità dell'altezza dell'ignoto con l'altezza di Louis Dassilva. Questo dato non è stato assunto e ci si è fermati al concetto che la persona era di colore di pelle nera. Pertanto, se si fosse approfondito questo aspetto sull'altezza, che è quello che poi è stato fatto nell'incidente probatorio, sicuramente non avremmo avuto una direzione così forte su Louis Dassilva, ma vi sarebbero stati altri approfondimenti”.

Il fulcro del successo processuale, per Fabbri e Guidi, è stata l'instillazione di un "ragionevole dubbio" attraverso la presentazione di cinque piste alternative. Tra gli elementi scagionanti più forti, la difesa ha sottolineato l'assenza totale del DNA di Dassilva sulla scena del crimine e il ritrovamento di una traccia genetica, importante per quantità, appartenente a un "Maschio 3" sulla gonna della vittima, insieme a un capello nella bocca, indizio risultato scientificamente incompatibile con l'imputato: “la prima, sostengono i difensori di Dassilva, è quella del capello all'interno della bocca della signora Pierina. La seconda è quella della macchia di sangue nel box di Manuela Bianchi, poi la presenza di un rumore registrato alle 22:21 e 29 secondi riconducibile a una porta tagliafuoco”.

I legali hanno inoltre ribadito la totale inattendibilità processuale della ritrattazione e delle conseguenti dichiarazioni tardive rese da Manuela Bianchi, nuora della vittima.

Dopo quasi due anni di "vita sospesa" in custodia cautelare in carcere, affrontati, a detta degli avvocati, con un comportamento sempre collaborativo al fine delle indagini e del procedimento, Louis Dassilva ha preso brevemente la parola: “Sono molto felice che la Corte d'Assise abbia capito che non c'entro niente con questa faccenda e non ho intenzione di andare via dall'Italia. L'Italia è un paese che mi piace, mi è sempre piaciuto e sogno sempre di fare la mia vita qua. Vi ringrazio tutti”.

Ora Louis intende riappropriarsi della sua normalità lavorativa, cercando una nuova abitazione lontano dal Villaggio San Martino, ma mantenendo il saldo proposito di vivere in Italia.

In vista dell'inevitabile ricorso in Appello già annunciato dalla Procura, i difensori si dicono pronti ad affrontare il secondo grado, potendo questa volta contare sul grande vantaggio di poter lavorare insieme a un imputato libero.

Catia Demonte




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