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Ceuta, l’Ue cerca l’unità mentre cresce lo scontro tra Italia e Spagna

Videoconferenza dei ministri dell’Interno sulla crisi migratoria. Madrid attacca il governo Meloni, Roma replica con i dati sul calo degli sbarchi

4 ago 2026
Ceuta, l’Ue cerca l’unità mentre cresce lo scontro tra Italia e Spagna

L’Unione europea prova a ricompattarsi sulla crisi migratoria di Ceuta, mentre lo scontro politico tra Italia e Spagna si fa sempre più acceso. Alla vigilia della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato al premier spagnolo Pedro Sanchez la solidarietà dell’Ue, ribadendo che la migrazione richiede una risposta comune.

La videoconferenza inizierà alle 10 e coinvolgerà anche i Paesi associati a Schengen, le agenzie europee e il Servizio europeo per l’azione esterna. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dovrebbe presentare la proposta italiana per creare centri di rimpatrio in Paesi esterni all’Ue. Alle 13 il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner illustrerà l’esito dell’incontro.

Sullo sfondo resta il duro confronto tra Roma e Madrid. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha accusato il governo di Giorgia Meloni di non essere stato "all’altezza" durante la crisi di Ceuta e ha criticato anche le posizioni della destra spagnola, definite "irresponsabili".

La risposta italiana è arrivata dal Viminale, che ha rivendicato un calo degli sbarchi del 55% rispetto allo scorso anno e dell’82% rispetto al 2023. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che i risultati derivano dagli accordi con otto Paesi di origine e transito, pensati per favorire flussi regolari e contrastare il traffico di esseri umani.

Durante la riunione preparatoria degli ambasciatori dei 27, il clima è apparso meno teso. Gli Stati membri hanno espresso forte solidarietà alla Spagna e condiviso la valutazione secondo cui la situazione a Ceuta è stata riportata rapidamente sotto controllo. Le priorità indicate da Bruxelles sono il rafforzamento dei confini esterni, la cooperazione con i Paesi terzi, la lotta ai trafficanti e rimpatri più efficaci.

Nel dibattito è intervenuto anche Donald Trump, secondo cui "l’immigrazione e l’energia" stanno uccidendo l’Europa. Intanto la proposta degli hub extra-Ue, sostenuta da 21 Paesi e dal Ppe, si prepara a diventare uno dei temi centrali del vertice europeo di ottobre. Resta però aperta la questione dei fondi necessari, che potrebbe dividere gli Stati membri durante il confronto sul prossimo bilancio pluriennale.





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