Riaprire il dibattito sulle chiusure domenicali della grande distribuzione organizzata per riequilibrare il sistema del commercio e tutelare i negozi di vicinato. È l’appello lanciato dal presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini, che invita a un confronto “serio” e non ideologico sul tema. Le recenti dichiarazioni del presidente di Ancc-Coop, Ernesto Dalle Rive, vanno secondo Zanzini “nella direzione giusta” e impongono una riflessione nazionale.
Con consumi delle famiglie fermi, costi in aumento e margini sempre più ridotti, la valutazione di una chiusura domenicale dei supermercati viene definita una proposta concreta, “supportata dai numeri”. Numeri che raccontano una crisi profonda del commercio di prossimità: tra il 2012 e il 2024 in Italia sono scomparse oltre 140mila imprese del dettaglio, con una media nel 2024 di 18 chiusure al giorno. A queste si aggiungono circa 24mila ambulanti e oltre 105mila locali commerciali oggi sfitti, spesso da più di un anno.
Anche il territorio riminese non è immune. Nel solo centro di Rimini e a Marina Centro, tra il 2012 e il giugno 2024, hanno chiuso 146 negozi, con circa il 18% delle vetrine oggi vuote. In provincia, nello stesso periodo, si contano 705 serrande abbassate definitivamente. Un arretramento che incide su sicurezza, decoro, attrattività turistica e qualità della vita.
Secondo Confcommercio, la liberalizzazione totale degli orari introdotta nel 2011 ha reso strutturale il lavoro domenicale senza produrre benefici reali, aggravando una competizione già squilibrata, mentre anche la GDO risente della pressione dell’e-commerce globale. Da qui la richiesta di “scelte coraggiose” a partire dal 2026: revisione delle aperture domenicali, regole sulla qualità dell’offerta e politiche attive per sostenere il commercio di vicinato, affinché le città non perdano “anima, coesione e futuro”.