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Denuncia una violenza sessuale dopo una notte in un residence: indagini in corso a Rimini

Una turista di 23 anni si è presentata al pronto soccorso raccontando di essere stata costretta a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà. I carabinieri cercano di ricostruire i fatti

22 lug 2026
Carabinieri (foto archivio RTV)
Carabinieri (foto archivio RTV)

Una turista italiana di 23 anni ha denunciato di essere stata vittima di una presunta violenza sessuale nella notte tra domenica e lunedì all'interno di un residence di Rimini. La giovane - ricostruisce la stampa locale - si è presentata nella mattinata di lunedì al pronto soccorso dell'ospedale Infermi, dove il suo racconto ha fatto scattare il protocollo previsto in questi casi e l'intervento dei carabinieri.

Secondo quanto riferito dalla ragazza, la sera precedente aveva trascorso alcune ore nel centro storico insieme agli amici, dove avrebbe conosciuto un giovane, descritto come straniero. Dopo aver passato parte della serata con lui, avrebbe accettato di seguirlo nel residence in cui alloggiava. È lì, secondo la denuncia, che sarebbe stata costretta a subire atti sessuali contro la propria volontà e sarebbe stata anche colpita con alcuni schiaffi.

La mattina successiva la 23enne si sarebbe allontanata dalla struttura, ancora sotto choc, chiedendo aiuto agli amici, che l'hanno raggiunta e accompagnata in ospedale. I sanitari hanno attivato gli accertamenti previsti per i casi di presunta violenza sessuale, mentre i carabinieri hanno raccolto la sua testimonianza. La ricostruzione resta però ancora parziale. La giovane ha riferito di avere ricordi confusi e frammentari e non è stata in grado di indicare con precisione né l'ubicazione del residence né elementi utili per identificare il ragazzo. 

I carabinieri stanno ricostruendo gli spostamenti della ragazza nelle ore precedenti alla denuncia, verificando immagini delle telecamere di videosorveglianza, raccogliendo eventuali testimonianze e cercando di individuare la struttura ricettiva. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati e gli investigatori mantengono il massimo riserbo






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