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Ex Ilva, Ropa (QN): "Cordata italiana, da sciogliere nodo temporale ed economico"

Il commento del giornalista dopo la nuova ipotesi per il futuro del gruppo siderurgico emersa dall'incontro al Minit con gli industriali

di Pierluigi Mandoi
5 ago 2026
Nel video l'intervista ad Andrea Ropa, giornalista economico di Quotidiano NazionaleNel video l'intervista ad Andrea Ropa, giornalista economico di Quotidiano Nazionale
Nel video l'intervista ad Andrea Ropa, giornalista economico di Quotidiano Nazionale

Il futuro dell'ex Ilva torna al centro del dibattito pubblico italiano dopo la sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha ordinato uno stop da 90 giorni dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto del gruppo siderurgico. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato nei giorni scorsi sia i sindacati che gli industriali, e dopo quest'ultimo vertice è emersa una nuova ipotesi: quella di una cordata italiana. Ma si tratta di una possibilità effettivamente praticabile? Secondo il giornalista Andrea Ropa di Quotidiano Nazionale, i principali nodi da sciogliere sono di due tipi: temporale ed economico. "L’entrata in campo di questa ulteriore cordata avviene quando ormai le procedure sono già abbastanza avanzate, e quindi comunque inserirsi in questo momento in una partita che ha già dei protagonisti ormai da tempo diventa difficoltoso", spiega Ropa. "E poi soprattutto ci vogliono dei dettagli di carattere economico: gli acciaieri italiani sono nelle condizioni in questo momento di rientrare su quella che è l’ex Ilva, che ancora attualmente è l’impianto siderurgico più importante d’Europa? Sono in grado di portare un’offerta industriale in grado di rimetterlo in piedi, di riaccendere un impianto del genere e soprattutto di essere competitivi dopo?".

In ogni caso, il governo potrebbe spingere per la realizzazione di questa ipotesi piuttosto che per la cessione del gruppo ai due attuali offerenti, il fondo americano Flacks e gli indiani di Jindal. "Questa è un’offerta che si potrebbe in qualche modo fare preferire da parte del ministero delle Imprese proprio per la difesa del Made in Italy, perché vedrebbe in campo degli investitori finanziari ma anche degli acciaieri che sono italiani e che hanno già fatto parte della filiera dell’acciaio, come osservava il presidente di Confindustria Orsini. Ci sono delle persone che già ci lavorano ma soprattutto ci sono delle filiere importanti di prodotti che lavorano esclusivamente stando dietro alle acciaierie: ne trarrebbero beneficio non solo gli acciaieri ma anche tutto il sistema produttivo italiano", afferma Ropa. 

Nel video l'intervista ad Andrea Ropa, giornalista economico di Quotidiano Nazionale





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