Avrebbero nascosto la sieropositività della madre durante la gravidanza e poi non avrebbero mai fatto controllare la figlia né avviato cure adeguate per anni, fino a quando la bambina non si è ammalata gravemente. Con queste accuse, ricostruisce l'Ansa, due genitori sono a processo a Bologna per maltrattamenti aggravati nei confronti della figlia, oggi in età scolare.
Secondo la Procura, la coppia era consapevole della sieropositività della donna ma non avrebbe adottato alcuna misura preventiva durante la gravidanza e il parto, avvenuto nel 2017 in Spagna, né nei mesi successivi. La bambina non sarebbe stata vaccinata, non avrebbe avuto visite pediatriche e non sarebbe stata seguita da un medico fino al 2022. Solo nel luglio 2023 i genitori si rivolsero a una pediatra per febbre e tosse persistenti.
La dottoressa, notando le condizioni della piccola – denutrita, con difficoltà a camminare e parametri di crescita molto bassi – chiese un ricovero urgente. Dopo l’intervento dei carabinieri la bambina fu portata all’ospedale Maggiore di Bologna, dove gli esami portarono alla diagnosi di infezione da Hiv in stato avanzato.
Durante il lungo ricovero, tra strutture bolognesi e l’ospedale Meyer di Firenze, i genitori avrebbero continuato a ostacolare le cure e la somministrazione dei farmaci. In un episodio contestato dall’accusa, il padre avrebbe persino ingerito medicinali destinati alla figlia.
Il ritardo diagnostico e terapeutico, secondo la Procura, sarebbe stato di oltre cinque anni, con conseguenze rilevanti sulla prognosi della bambina, rimasta ricoverata per circa un anno e a rischio vita. Oggi vive in una casa famiglia e frequenta la scuola. Il processo è in corso: la prossima udienza è fissata per il 18 maggio.