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Flotilla, la Procura di Roma indaga il ministro israeliano Ben Gvir per tortura e sequestro di persona

Nel mirino dei magistrati il trattamento riservato agli attivisti fermati nelle acque internazionali. Il ministro replica: "L'Italia è diventata il Paese delle ciabatte"

9 giu 2026
Flotilla, la Procura di Roma indaga il ministro israeliano Ben Gvir per tortura e sequestro di persona

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir nell'ambito dell'inchiesta sull'abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte delle autorità israeliane tra aprile e maggio scorsi. I magistrati ipotizzano, tra gli altri, i reati di tortura e sequestro di persona nei confronti degli attivisti fermati durante le missioni nel Mediterraneo, tra i quali figuravano anche cittadini italiani.

Al centro dell'indagine c'è anche un video pubblicato dallo stesso Ben Gvir il 20 maggio, nel quale il ministro appare mentre rivolge parole di scherno agli attivisti immobilizzati nel porto israeliano di Ashdod, inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Le immagini avevano suscitato dure reazioni internazionali e critiche anche da parte del governo italiano.

Anche San Marino, tramite il Segretario agli Esteri Luca Beccari, aveva avviato contatti diplomatici con Israele. "Ho fatto presente il nostro disappunto - aveva affermato Beccari - per il fatto di avere violato la nostra giurisdizione sulle navi battenti bandiera sammarinese. Per San Marino valgono le convenzioni internazionali, delle quali anche Israele è parte".

Secondo le testimonianze raccolte dagli avvocati degli attivisti e da organizzazioni impegnate nella loro assistenza legale, durante l'intercettazione delle imbarcazioni e la successiva detenzione sarebbero stati commessi abusi fisici e psicologici. Alcuni attivisti hanno riferito di essere stati colpiti con taser, proiettili di gomma e altri strumenti coercitivi; decine avrebbero riportato ferite e traumi.

L'inchiesta romana si aggiunge a quella già avviata in Francia e si inserisce in un contesto di crescente pressione internazionale sul ministro israeliano. Proprio nelle prossime settimane l'Unione Europea discuterà possibili sanzioni nei suoi confronti.

Ben Gvir ha reagito con durezza alla notizia dell'indagine, affidando a X una replica sarcastica: "Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte". Il ministro ha respinto ogni accusa, sostenendo che Israele non si lascerà intimidire da quelle che definisce "calunnie e menzogne" contro le proprie forze di sicurezza.





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