Alla Camera discussione sul decreto legge sul salario giusto, approvato dal governo lo scorso 1 maggio e che prometteva maggiori tutele ai lavoratori. Dopo le forti critiche sollevate da Cgil, Cisl e Uil, e dall'opposizione che ieri in commissione aveva abbandonato i lavori, il nuovo testo parzialmente riformulato arriva alla Camera dove deve essere approvato prima possibile, visto che il decreto legge decade il 29 giugno e deve ancora andare in Senato. Al dibattito iscritti solo 4 gruppi, sottolinea infastidito il deputato 5Stelle che riesce anche a battibeccare con la vice presidente Ascani.
Tra le caratteristiche principali del provvedimento c'è il cosiddetto Tec, Trattamento economico complessivo, col salario giusto che non riguarda solo la paga base, ma include anche altri elementi, come bonus, welfare aziendale e scatti di anzianità previsti dai contratti collettivi di riferimento. Le aziende che non lo garantiscono rischiano di perdere l'accesso a bonus, incentivi statali e sgravi contributivi. Poi c'è l'equiparazione di settore: anche se un'azienda applica un contratto diverso, o non ne applica alcuno, i lavoratori hanno diritto allo stesso trattamento economico globale stabilito dal contratto leader del proprio settore.
La nuova versione non smorza comunque il no delle opposizioni, convinte che non si chiuda affatto la porta ai contratti pirata, come sostengono i sindacati che tra l'altro lamentano invasione di campo sulle regole del sistema contrattuale, su cui è in atto un confronto.
Nel video gli interventi di Davide Aiello, deputato Movimento 5 Stelle, e di Anna Ascani, vice presidente Camera dei Deputati (Partito Democratico)