"Prelievi, trasferimenti e abbattimenti". Sono queste le tre direttrici del nuovo piano nazionale per il contenimento dei lupi annunciato dal ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida a margine del Sigep. Il governo intende recepire in Italia un modello operativo simile a quello di altre nazioni, citando l'esempio della Slovacchia, per garantire un "bilanciamento delle presenze a garanzia di tutto l'ecosistema".
Lollobrigida ha difeso la scelta appellandosi al "criterio della scienza": se nel 1990 la specie andava protetta perché contava solo 100 esemplari, oggi "il numero di lupi è superiore a quanto è tollerabile nelle aree di allevamento". Il ministro ha ricordato l'emergenza vissuta a Bolzano, con centinaia di bovini uccisi ogni anno da branchi che si sono moltiplicati.
Grazie ai risultati ottenuti in Europa e alla conferenza di Berna, l'Italia - ha concluso il ministro - potrà ora intervenire per riportare le soglie a livelli compatibili, evitando ibridazioni pericolose per le altre specie e potenzialmente anche per l'essere umano.