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Mercato auto, Adani: “l'UE abbandona li dogma delle zero emissioni, ma non basta”

L'analisi dell'economista Mattia Adani

di Annamaria Sirotti
10 gen 2026

“L'Europa ha cambiato il proprio piano per l'auto, in realtà, abbandonando il dogma delle zero emissioni allo scarico, che avrebbe voluto dire che solo due possibili tecnologie erano ammesse: il pienamente elettrico e l'idrogeno. In realtà, è passato a emissioni che devono calare del 90%. Vuol dire che un 10% di emissioni saranno ammesse, in teoria, con tutte le tecnologie possibili. Ma questo cosa vuol dire in pratica? Passare al 10% di emissioni, se noi consideriamo che le auto ibride più performanti hanno emettono tra il 20 e il 25%, vuol dire che il parco auto in futuro dovrà essere per più della metà elettrico e per meno della metà ibrido iper-performante. Quindi, l'auto elettrica è ancora in piedi, cioè non è cambiata; rimangono tutti i temi e le problematiche: non abbiamo un'infrastruttura di ricarica adeguata; i consumatori europei comunque al momento non hanno appetito per tutte queste auto elettriche; non abbiamo un sistema di produzione delle batterie adeguato in Europa, per il momento, e comunque siamo dipendenti dal litio, dalla Cina.

Questo per dire che quello dell'Europa è sicuramente un passo nella direzione giusta, cioè che abbandona se vogliamo un dogma ideologico, ma probabilmente non risolve il problema e rischia di continuare l'agonia del mercato automobilistico, della produzione di automobili in Europa. E su queste basi, anche da recente dichiarazioni degli amministratori delegati, non sembra che sulla base di questo piano comunque i costruttori di auto abbiano deciso di reinvestire significativamente in Europa. Quindi, un passo nella direzione giusta ma che probabilmente non risolve il problema della industrializzazione o de-industrializzazione europea”.





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