Dassilva avrebbe ucciso Pierina perché stava per scoprire la relazione che egli aveva con la nuora della donna, Manuela Bianchi. Questo il movente del delitto secondo la lunga requisitoria del PM Daniele Paci, iniziata questa mattina alla Corte di Assise di Rimini e conclusa nel pomeriggio con la richiesta dell’ergastolo con aggravanti per l'imputato.
Le conseguenze della scoperta della relazione sarebbero state così gravi per l’uomo da indurlo a compiere l’omicidio: sarebbe crollata la vita che aveva costruito in Italia con la moglie Valeria ma, soprattutto, il patto stretto con lei che avrebbe provveduto a mantenere i suoi due figli rimasti in Senegal qualsiasi cosa fosse accaduta: “C'era in gioco la vita dei suoi figli – ha detto il PM - questo ha armato quel coltello. E Pierina poteva mandare all'aria tutto”.
“Non mi era mai capitato che un imputato mentisse anche sulla propria data di nascita. Dassilva ha mentito fin dalla prima domanda” ha affermato il PM Daniele Paci in una requisitoria durata 6 ore, in cui ha ricostruito i tanti elementi emersi nelle udienze, di una vicenda molto seguita dal pubblico per il contesto familiare e di relazioni personali in cui si è svolta, tra affermazioni, smentite, colpi di scena, conversazioni origliate e confidenze tra amiche diventate scontro in udienza.
Ora spetterà alla difesa, con gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, esprimersi il prossimo 25 maggio. La sentenza è attesa prima dell’estate, probabilmente entro giugno.
La motivazione del PM della sua richiesta dell'ergastolo con aggravanti: “Sussistono a mio avviso tutte e quattro le aggravanti e ritengo che le attenuanti generiche non possano essere concesse. Le prime 27 coltellate sono sferrate, prima delle ultime due mortali, per farla soffrire. Da qui a mio avviso la condotta della crudeltà. Non si è assunto le sue responsabilità di uomo e ha preferito scagliare 29 fendenti contro la povera Pierina, ecco perché contesto i motivi abietti. Infine la premeditazione: l'agguato è un elemento caratterizzante e Dassilva ha atteso l'arrivo della vittima sul suo balcone. Ci sono stati inoltre un lasso di tempo sufficiente per meditare l'omicidio, lo studio accurato dei luoghi e l'eliminazione della vittima senza dare adito ad alcun sospetto. Per tutti questi motivi chiede che l'imputato venga condannato all'ergastolo".