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Referendum italiano giustizia: 22 e 23 marzo, come fare se si vuole votare in Italia

Raccolte le 500mila firme necessarie. Il dibattito è aperto, tra i sostenitori del "sì" e del "no"

di Mauro Torresi
17 gen 2026

È stata fissata la data per il referendum sulla giustizia: si voterà il 22 e 23 marzo 2026. I cittadini saranno chiamati a esprimersi a favore o contro la riforma della Costituzione che introduce la cosiddetta “separazione delle carriere”. Se la novità entrerà in vigore, l'aspirante magistrato dovrà scegliere all'inizio del suo percorso se operare come pubblico ministero (che coordina le indagini e sostiene la pubblica accusa) o come giudice (che invece ha la funzione di giudicare durante un processo).

Gli elettori dovranno esprimersi per il “sì” o per il “no”. Per questa tipologia di referendum non è previsto il quorum. Superate le 500mila firme necessarie. E il dibattito si accende, tra i sostenitori del “no” - che vedono nel risultato di sottoscrizioni raccolte una forte critica della cittadinanza al Governo e segnalano, tra le altre cose, che la separazione della carriere riguarda a livello statistico una piccolissima parte dei magistrati – e i sostenitori del “sì” - che promettono battaglia a sostegno delle riforma e guardano alla modifica come a un miglioramento del sistema, con poteri e percorsi definiti e più trasparenza.

Mentre ci si prepara all'appuntamento elettorale, l'Ambasciata d'Italia ricorda che gli italiani sul Titano potranno scegliere, entro il 24 gennaio, se votare in Italia. In alternativa, si procederà per posta. Se si sceglie di votare in territorio italiano, lo si dovrà comunicare per iscritto, tramite il modulo scaricabile sul sito web del Ministero degli Esteri oppure sul sito dell'Ambasciata e consegnarlo a mano, per posta, per posta elettronica o via Pec. La scelta, che è revocabile, sempre entro il 24 gennaio, potrà anche essere scritta su carta semplice e dovrà contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza e firma dell'elettore, con allegato un documento di identità.

Anche il Comites si è attivato per informare gli italiani a San Marino, illustrando le modalità di voto - a distanza o in loco - e le ragioni del “sì” e del “no”.





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