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Rete di spaccio tra Pesaro, Fano, Bellaria e Igea Marina, condannato a 5 anni e 5 mesi

L'operazione Bunker del 2018 portò a 14 arresti e 22 persone coinvolte, fra persone originarie del luogo e cittadini albanesi e magrebine

18 mag 2026
Rete di spaccio tra Pesaro, Fano, Bellaria e Igea Marina, condannato a 5 anni e 5 mesi

Un 26enne di Fossombrone è stato condannato a cinque anni e cinque mesi di reclusione, 20mila euro di multa e al pagamento delle spese processuali, per spaccio di cocaina e marijuana commesso tra giugno e dicembre 2018. La condanna arriva a seguito dell'operazione denominata "Bunker" dei carabinieri con indagini avviate nell'ottobre 2017, per identificare gli autori di numerosi atti intimidatori nei confronti del titolare di una officina fabbrile di Fossombrone: venne individuato uno scenario diffuso di spaccio di cocaina e marijuana nella cittadina con ramificazioni a Pesaro, Fano, Bellaria e Igea Marina. Complessivamente vennero refertati 215 episodi di spaccio con un giro d'affari complessivo da 150.000 euro.

I carabinieri individuarono 22 soggetti coinvolti, fra persone originarie del luogo e cittadini albanesi e magrebine, e arrestarono 14 persone, di cui 12 solo a Fossombrone, sequestrando anche circa 200 grammi di cocaina, un etto di marijuana e 7mila euro in contanti ritenuti provento dell'attività di spaccio. Tra gli imputati il 26enne, all'epoca dei fatti uno studente appena maggiorenne che, nell'approvvigionarsi di cocaina e marijuana da un soggetto di origine albanese, era riuscito ad avere un considerevole giro d'affari (nel corso dell'indagine furono individuati 25 clienti, documentati 50 episodi di spaccio, con cessioni di almeno 110 grammi di cocaina e 40 grammi di marijuana).

Il giovane fu arrestato il 6 ottobre 2018 nella flagranza del reato di detenzione di stupefacenti del tipo cocaina, assieme ad un altro complice, venendo trovati in possesso di 21 dosi di cocaina, denaro in banconote per un totale di oltre 3 mila euro, materiale per il taglio ed il confezionamento. Il 4 giugno 2020, gli venne notificata una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il 12 maggio scorso è arrivata la sentenza di primo grado con la quale il ventiseienne è stato anche dichiarato interdetto dai pubblici uffici in perpetuo.





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