Sono circa 50 le famiglie riminesi che quest’ anno hanno scelto l’educazione parentale. Un dato stabile, leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, che arriva proprio mentre il Ministero dell’Istruzione introduce nuove disposizioni e controlli più stringenti per chi decide di non iscrivere i figli a scuola. Le nuove Linee guida nazionali chiariscono che la scelta dell’istruzione parentale deve essere comunicata a inizio anno scolastico, in fase di iscrizione, accompagnata da una dichiarazione sulla capacità tecnica o economica della famiglia di garantire un percorso adeguato. Viene inoltre ribadito che il passaggio all’educazione parentale non può avvenire in corso d’anno, se non in casi eccezionali e motivati. Non è una scelta che viene fatta sempre in contrapposizione alla scuola pubblica.
“Abbiamo bambini immunodepressi, che non possono partecipare alle attività scolastiche in presenza - commenta la vicesindaca Chiara Bellini - Oppure famiglie che per necessità professionali si spostano e quindi non hanno la possibilità di essere quotidianamente nella stessa città. Essendo residenti a Rimini si avvalgono di questa possibilità per garantire i loro figli e figlie l'istruzione necessaria. L’educazione parentale è una possibilità prevista dalla legge, ma richiede competenze, continuità e un forte impegno da parte delle famiglie. In questi numeri ci sono situazioni molto diverse, bisogni particolari".
Il Comune sottolinea come il monitoraggio del fenomeno sia costante, in collaborazione con scuole e servizi educativi.
“Il nostro obiettivo — aggiunge Bellini — è accompagnare le famiglie, sostenere le scuole e garantire che ogni percorso educativo, anche quando avviene in ambito domestico, che rispetti il diritto allo studio e gli standard previsti dalla normativa. L’istruzione è un bene pubblico e va tutelata in tutte le sue forme. Anche se riteniamo che sia proprio nell'esperienza comunitaria che si fa all'interno delle scuole che c'è una possibilità per i nostri bambini e bambine di diventare cittadini e cittadine consapevoli, sviluppare un senso di comunità, di amicizia, di fratellanza e quindi quel senso anche di solidarietà che è necessario per crescere come individui più consapevoli e anche più sereni".
Intanto sono 1.734 le famiglie riminesi che quest’anno usufruiranno del contributo per l’acquisto dei libri di testo. Un aiuto che rappresenta un investimento complessivo di 264.870 euro, destinato a sostenere il diritto allo studio e alleggerire le spese scolastiche.
Nel video l'intervista a Chiara Bellini, vicesindaca Rimini