La sanità privata accreditata esprime preoccupazione in vista dell’entrata in vigore, il 21 settembre, del nuovo tariffario che stabilisce quanto il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa alle strutture per visite, esami e diagnostica. In una conferenza stampa a Roma, l’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) ha sottolineato le “criticità strutturali” delle nuove tariffe, considerate insostenibili e a rischio di mettere in ginocchio centinaia di centri convenzionati in tutta Italia.
In particolare, rispetto al vecchio decreto bocciato dal Tar del Lazio nel 2024, quasi 1.600 tariffe su duemila sono rimaste congelate e tra le 448 che hanno subito un aumento, un terzo cresce meno dell’inflazione. Cifre che non coprirebbero i reali costi delle prestazioni, creando grosse difficoltà per le strutture. La richiesta è quindi quella di un tavolo di confronto con il ministero della Salute e con le Regioni per una nuova revisione dei prezzi analizzando il costo effettivo delle prestazioni. In assenza di interventi tempestivi, l’ipotesi è quella della mobilitazione. “La politica faccia il suo lavoro per dare al cittadino una giusta sanità. Ospedali pubblici, garanzie ai nostri medici, che sono i migliori del mondo, di essere pagati, e alle strutture accreditate private il giusto compenso per non chiudere e svendere”, dice Mariastella Giorlandino, presidente di UAP.
A moderare la conferenza stampa, l’attrice Maria Grazia Cucinotta, da anni impegnata nel campo della salute, in particolare sul tema dell’importanza di fare prevenzione. “La Uap si sta occupando proprio di questo, rappresenta 27mila centri di diagnostica e sta portando avanti questo problema dei tagli, più del 60% di tagli, questo significa precludere quello che è un diritto per tutti, la salute”, afferma.
Nel servizio le interviste a Mariastella Giorlandino (presidente UAP) e Maria Grazia Cucinotta