In Italia oggi circa 60mila dipendenti delle farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale incrociano le braccia per 24 ore. Lo sciopero, proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, chiede il rinnovo del contratto collettivo, scaduto nel 2024. La rottura delle trattative con Federfarma è avvenuta dopo l’ultima proposta economica di 180 euro lordi in tre anni, giudicata “inadeguata” dai sindacati. Le organizzazioni chiedono aumenti coerenti con il costo della vita e maggior riconoscimento professionale. “Le farmacie sono presidi sanitari essenziali, serve rispetto per chi vi lavora”, affermano. Federfarma replica: “Serve un contratto sostenibile per tutte le realtà, grandi e piccole”.