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Sette aggressioni al giorno in corsia: allarme nei servizi sanitari dell’Emilia-Romagna

Nel 2024 casi in aumento dell’11,7%. Più violenze verbali, calano quelle fisiche. La Regione rafforza sicurezza e prevenzione.

18 nov 2025
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Oltre sette operatori sanitari aggrediti ogni giorno in Emilia-Romagna. È quanto emerge dai dati presentati in commissione assembleare, che nel 2024 registrano 2.682 episodi di violenza contro medici, infermieri e professionisti sociosanitari, con un incremento dell’11,7% rispetto all’anno precedente. In crescita soprattutto le aggressioni verbali (+12,5%), mentre calano quelle fisiche (-11,9%).

“Un quadro preoccupante, che riflette una tensione sociale diffusa – sottolinea l’assessore regionale alla Salute Massimo Fabi – ma anche una maggiore propensione alla segnalazione, frutto delle iniziative di informazione e formazione avviate in questi anni”.

La mappa degli episodi evidenzia un calo negli ospedali e un aumento nei servizi territoriali. Le aree più colpite restano psichiatria e dipendenze, dove si concentra la maggior parte delle aggressioni fisiche, seguite da Pronto Soccorso ed Emergenza-Urgenza, dove prevalgono quelle verbali.

La Regione ha adottato diverse misure per innalzare il livello di sicurezza: potenziamento dell’illuminazione, pulsanti di allarme nei Pronto Soccorso, videocitofoni negli accessi sensibili, presenza rafforzata delle guardie giurate e accordi con questure e prefetture per interventi rapidi.

Sul fronte della prevenzione sono stati attivati corsi dedicati e un nuovo sistema strutturato di segnalazione, utile a monitorare il fenomeno e a calibrare interventi mirati. Prosegue intanto la campagna di sensibilizzazione “Più cura per chi cura”, diffusa sui media regionali.





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